Dal libro “Il Tessile Gallaratese”

La storia raccontata da Piero Provasoli e Dario Terreni

Tratto da: Il tessile Gallaratese

Martedì 26 novembre 2019 presso il museo MAGA di Gallarate, Piero Provasoli e Dario Terreni hanno presentato il loro libro “Il tessile gallaratese” a Duemilalibri 2019. Un’occasione per conoscere il passato della realtà locale del tessile e guardare al futuro.
Di seguito alcuni estratti dal libro edito da Prodigi Edizioni

Tessitura Carlo Bassetti spa

Estratto del libro ``il tessile gallaratese``

Riccardo Fiorina entra in azienda nel 1972 dopo la laurea in ingegneria chimica all’Università di Padova, ospite del Collegio Universitario Antonianum dei Padri Gesuiti, lì andato per la sua frequentazione dei Padri Gesuiti dell’Aloisianum di Gallarate.

La Tessitura Carlo Bassetti fu fondata nel 1875 da Carlo Bassetti. Nel 1906 si trasferì nell’attuale sede di via Novara a Gallarate, sotto la guida di Cesare Bassetti, figlio del fondatore. Cesare Bassetti morì, senza eredi, nel 1914 e nella proprietà dell’azienda subentrarono, come azionisti di maggioranza, i coniugi Benvenuto Tognella e Matilde Gabardi, nonni di Riccardo.

Nel 1924 morì Benvenuto Tognella e la vedova signora Matilde riuscì a condurre da sola l’Azienda per molti anni. Risposatasi nel 1940 con il dirigente industriale comm. Dante Armiraglio, diede un nuovo sviluppo all’azienda acquisendone anche la totalità della proprietà.

I nonni hanno inculcato in Riccardo la cultura del lavoro, facendogli conseguire una pre parazione tecnica e non umanistica, come forse avrebbe voluto. All’arrivo di Riccardo l’azienda era verticalizzata con la filatura (il Cotonificio Verbanese di Verbania) e la tessitura (la Tessitura Carlo Bassetti di Gallarate) dotata di circa 200 telai allora piuttosto vetusti (Galileo lisci e jacquards).

Riccardo riduce progressivamente la produzione di filati, del Cotonificio Verbanese, essendo una produzione non più competitiva in Italia, assecondando la riduzione fisiologica del personale per pensionamenti e potenzia la centrale idroelettrica dell’azienda con l’installazione di una nuova turbina e l’automazione delle opere di presa e rilascio dell’acqua.

La produzione di filati cessa intorno all’anno 2000 e gli spazi di oltre 30.000 metriquadri coperti del cotonificio vengono utilizzati dalla tessitura come magazzino di materie prime e semilavorati.

Nei primi anni di lavoro, Riccardo è stato affiancato da Eugenio Luoni, anima commerciale, che ha contribuito in modo determinante a dare una continuità gestionale. L’azienda ha sempre prodotto tessuti per camiceria uomo (zephir). Seguendo l’evoluzione del mercato, la produzione si è progressivamente spostata verso una maggior creatività con dei campionari di camiceria maschile di uniti, tinti in filo e stampati molto sviluppati in titoli di filato ed in patrons.

I telai, come gli altri macchinari, sono stati man mano sostituiti: oggi sono 40 e producono più dei 200 di allora, più veloci e più versatili con 8 inserzioni di trama per produrre in Italia gli articoli maggiormente “moda”.

La parte commerciale, in continua crescita, che attinge le grosse produzioni dalla Cina e quelle di minor quantità dalla Turchia, ha permesso di mantenere i fatturati, pur in periodi difficili (2008-2015). Con l’entrata del figlio Giovanni, è stata promossa molto l’internazionalizzazione attraverso fiere di settore straniere e sviluppando soprattutto la clientela statunitense.

I Bassetti di Via Novara

Estratto del libro ``il tessile gallaratese``

Nel 1875 Carlo Bassetti, modesto viaggiatore di commercio, dopo aver tentato una prima impresa associandosi a Pietro Macchi e Agostino Trotti, aprì una propria attività con pochi telai azionati a mano, che nel giro di breve tempo, grazie alle sue capacità tecniche e commerciali, divenne una azienda in crescita, tanto da decidere la costruzione di un nuovo stabilimento in via Novara nel 1906, con telai meccanici, che darà lavoro a circa 400 dipendenti. Deceduto precocemente nel 1908, la ditta venne trasformata in una Società Anonima guidata da un consiglio direttivo con il figlio Cesare ed in cui figurava anche Carlo Borgomaneri. Negli anni successivi lo stabilimento veniva ulteriormente ampliato, tanto che nel 1928 occupava un’area di circa 8.000 mq.

Uomo dallo sguardo serio ma non severo, che nascondeva dietro i grandi baffi a spiovente tipici della moda del periodo, Carlo Bassetti non era solo un accorto industriale ma anche un filantropo. Nella tessitura (che a sua memoria ne manterrà il nome fino ad oggi) si producevano flanelle Oxford, popelins rigati ed uniti, articoli per camicerie, il cui volume di produzione aumentava gradualmente con gli anni con una qualità tale da contendere il mercato alle più famose ditte del settore, italiane e straniere.

Anch’egli realizzò alloggi e convitti per i suoi operai, situati principalmente nei pressi della fabbrica, e sostenne con donazioni l’Ospedale di Sant’Antonio. In seguito alla morte sopraggiunta in giovane età di Cesare Bassetti, figlio di Carlo ed ultimo esponente della famiglia, nella gestione della tessitura entrava la famiglia Armiraglio della vicina Busto Arsizio, che pur mantenendo l’originario nominativo, liquidava gli altri componenti del gruppo dirigenziale assumendone il controllo completo, trasformandola poi in S.p.A. Attualmente la tessitura è guidata dall’ing. Fiorina.

Dati riferiti al 1940: Bassetti Carlo Società anonima – Capitale sociale: 2.000.000 lire – Presidente: Gaetano Tanzi Mira – Consigliere delegato: Dante Armiraglio – Consiglio di amministrazione: Matilde Armiraglio, Carlo Borgomaneri, Amedeo Galimberti. – Stabilimento: via Novara, 18 Forza motrice installata: 125 CV. Popolines, Articoli per impermeabili, flanellati per camicie, tessuti pura seta, articoli di fiocco di raion, produzioni autarchiche Esportazione: Svizzera, Egitto, Indie olandesi, Sud America, Sud Africa, Ungheria, Islanda, Grecia, Svezia, Turchia, Spagna, Iugoslavia, Albania e Possedimenti italiani.